Novembre  28 e 29 | 30  Dicembre  1 | 2 | 3 | 4 | 5
28 e 29 Novembre Clicca sulle immagini per aprirle
Quando mesi fa ricevetti la chiamata di Giacomo che mi parlò di quest'avventura, ero in parte disorientata, visto che mi proponeva di recitare un ruolo dietro una telecamera, e non semplicemente posare per delle foto come faccio di solito per il mio hobby di cosplayer. Ma decisi di accettare la sfida e il 28 novembre, alle 10 del mattino, partii dall'aeroporto di Firenze con lo staff: Giacomo della Beeblet snc (direttore, creatore del progetto e personaggio principale), Cosimo (cameraman e direttore, di Bonnie & Clide Pixproduction), Andrea (co-autore e direttore della ditta di Giacomo) e Hiromi, un'energica signora giapponese dell'Associazione Culturale Giapponese Lailac di Firenze.
Inutile raccontarvi quanto possa essere noioso un viaggio in aereo di 14 ore, vi dico solo che è inutile portarsi dietro dei libri da leggere: ti addormenti subito, ma non riesci realmente a dormire perchè i sedili sono scomodi! Il cibo poi, non ne parliamo, e non ti rimane che bere tutto quello che ti passa sotto il naso e cercare di vedere i film che proiettano da uno schermo lcd lontanissimo dal tuo posto. Chiacchierando comunque conobbi un pò i ragazzi, tra i quali conoscevo solo Giacomo da tempo, e guardammo qualche episodio di GTO dal portatile di Andrea, ma alla fine tutte quelle ore di volo sconfissero il nostro entusiasmo..
Tuttavia seduta sul mio posto non potevo fare a meno di pensare che stavo tornando in Giappone, uno dei paesi che amo di più al mondo! Non riuscivo a crederci finchè l'aereo lasciò l'aeroporto di Francoforte, e in quel momento, ascoltando il rombo del motore, l'aereo alzarsi in volo sulle nuvole, sempre più in alto, realizzai davvero dove stavo andando. Non potei fare a meno di sorridere, guardando fuori dal piccolo finestrino.
Il mattino dopo finalmente atterrammo in Giappone! Erano circa le 10 del 29 novembre.
Nell'Aeroporto Internazionale del Kansai a Ōsaka, iniziammo subito il nostro lavoro, girando le scene dell'arrivo di Hitomi in Giappone (il mio personaggio). Dopo un rapido cambio d'abito iniziammo a girare. Io scendevo dal 4° piano con l'ascensore trasparente e il personaggio di Giacomo, Yago, rimaneva disteso in una panchina ascoltando musica. Gli addetti dell'aeroporto furono gentilissimi a lasciarci lavorare li, equipaggiandoci di fasce gialle da portare al braccio, che ci contraddistinguevano come staff. In realtà i giapponesi adorano questo genere di cose ordinate e precise, ci davano fasce gialle ovunque andassimo, che fossero templi, scuole, santuari..!
Terminato il lavoro, ci dirigemmo col metrò al Toyoko Inn Hotel, situato in una zona centrale della città circondata da negozi. Giusto il tempo di cambiarsi, un pranzo al volo e ripartimmo di nuovo. Il lavoro doveva andare avanti. Due amici di Hiromi ci condussero al ristorante italiano "La Latini" gestito da Yamamoto san. Il simpatico proprietario ci permise di girare dentro il locale. La scena coinvolgeva Yago, io ero libera, e fummo davvero fortunati a trovare due monaci disponibilissimi a collaborare con noi, facendo la parte di due clienti per niente soddisfatti del servizio di Yago, cameriere senza speranze. Anche Yamamoto san fu davvero un grande, recitando la parte del proprietario esasperato, da bravo giapponese vecchio stampo. (Vi ricordate Marrabbio di Kiss me Licia??) :D
Trascorremmo la parecchie ore e quando finimmo eravamo tutti davvero stanchi. Avevamo avuto una lunga giornata, senza dormire affatto, ma non potevamo perdere l'occasione di vedere il Ōsaka di notte. Per prima cosa Hiromi ci mostrò il castello Himeji.
La visita fu breve, giusto per scattare qualche foto, visto che il giorno dopo saremmo tornati a vistarlo con più calma. Tornammo all'hotel e dopo una doccia io e i ragazzi decidemmo di cercare un posticino tipico dove bere qualcosa. Ci dirigemmo a piedi in una zona piena di ristorantini, sobaya e bar. Una ragazza davvero strana e un pò pazzoide, dopo aver parlato un pò con noi, ci condusse in una piccola izakaya non lontana dal nostro hotel. Io non bevo sake, non mi piace e chiesi invece dell'umeshu, il dolce vino di prugne. Gli altri ordinarono sake caldo o birra e provarono alcuni piatti. A quel punto volevo anche andare in bagno, ma il locale non era provvisto di bagno per signore.. ehm forse il locale non prevedeva proprio donne.. in effetti ero l'unica ad essere entrata!! :D Gaijin....!
30 Novembre
Colazione all'hotel, con rotolini di riso, zuppa di miso, the verde caldo e altri piatti tradizionali! Mi piace troppo la cucina giapponese!! ^^
Il nostro programma prevedeva la visita all'Himeji, dove avremmo girato delle scene e questa volta toccava a me essere davanti la telecamera.
Il castello Himeji è spettacolare. Costruito sui criteri delle fortezze occidentali, ma tutto in legno, fu completato nel 1609 e mai distrutto. Le sue pareti e tetti bianchi, come erano in origine, gli meritarono il secondo nome di Airone Bianco (Shirasagi-jo). Attorno al castello sorge una vera città antica, con i suoi quartieri, circondata da un fossato come valida difesa.
Il tempo era davvero bello, il cielo chiaro e la vista magica. Girammo alcune ore davanti all'entrata, poi entrammo per visitarlo e girammo ancora al sesto ed ultimo piano del castello, dove trovammo un piccolo santuario shinto in mezzo alla stanza. Hiromi si fermò a pregare, agitando la grande corda legata alla campana in cima. Nel 2004, durante la mia prima visita in Giappone, non avevo avuto grandi opportunità per apprezzare rituali così semplici, ma con Hiromi a fianco potevo imparare un sacco di cose sulle tradizioni e curiosità. La ringrazio davvero tanto per avermi mostrato questo lato del Giappone antico!
La nostra visita a Ōsaka non era ancora finita. Ci rimanevano solo alcune ore prima della partenza e così decidemo di andare al Monte Shosha, un luogo pieno di templi buddisti, un luogo famoso per il guerriero Benkei che trascorse li l'ultimo periodo della sua vita. Una funivia ci permise di raggiungere la vetta e visitare i tre templi Daikodo, Jikido, Jogyodo, costruiti nell'epoca Muromachi. Questi tre edifici furono utilizzati come set per il film "L' Ultimo Samurai" e il monaco stesso che ci accolse e fece da guida, ci raccontò che aveva partecipato persino ad alcune scene del film. Con nostra sorpresa, ci mostrò delle stanze private del tempio non accessibili se non dai religiosi, a causa della loro grande sacralità, perchè li vi dimorava il Buddha.
Tutti i templi erano in legno scuro e vi entravi solo dopo aver tolto le scarpe. Tutto intorno la natura aveva dei colori fantastici. Le foglie degli alberi cambiavano dal verde, al giallo al porpora. Questi colori sono impensabili in Italia durante l'autunno.
Il monaco fu davvero molto gentile e disponibile, con lui scattammo anche qualche fotografia.
Al tempio principale del monte comprammo un libretto particolare, con pagine bianche al suo interno, che potevano essere riempite una volta visitati santuari o castelli da un monaco addetto ad imprimere su di esso lo stemma del luogo e scrivere a pennello qualche preghera.
Col calare della sera il tempo diventava sempre più freddo, tanto che dopo la visita ci riparammo dentro un grazioso ristorante dove il monaco ci offrì nigorizake, un tipo di sake non alcolico, dolce, pastoso e caldo. Un pò stucchevole a dire la verità.
Dopo aver ringraziato e salutato la nostra guida, scendemmo dal monte con la funivia, dirigendoci all'hotel, che lasciammo di li a poco, diretti finalmente a Kyōto.
Raggiungemmo Kyōto con lo shinkansen. All'interno del famoso treno superveloce del Giappone, cogliemmo l'occasione per girare delle scene. Si girava ovunque!
Arrivammo in un'ora e 40. Kyōto è una città molto antica, la capitale culturale del Giappone. Non offre grattacieli altissimi, ma si presenta come un perfetto connubio di nuovo e vecchio, con i suoi tantissimi templi e strade antiche, le sue maiko che camminano per il quartiere di sera; così come l'aera commerciale piena di negozi, colori, neon e ragazze alla moda.
La nostra giornata trascorse facendo riprese in città, ma il centro era piuttosto deserto non essendo il fine settimana. Cercammo allora un bar dove riposarci un pò, poi andammo al Kyōto Traveler's Inn per riposare.
1 Dicembre
Ci aspettava un'altra giornata piena di impegni. In mattinata girammo fuori da una scuola media-superiore della città. Frotte di graziosi studenti in uniforme blu entravano dal cancello principale, il preside davanti all'entrata li salutava uno per uno e l'insegnante di ginnastica controllava che le divise fossero indossate in maniera corretta. Era tutto troppo da manga giapponese!! Io rimasi in un angolo e salutavo quelle studentesse e studenti che mi rivolgevano un timido sorriso, incantata dall'ordine in cui il tutto si stava svolgendo.
Prossima tappa era la visita ad una tipica villa in stile giapponese, usata ora per convegni e congressi. Un'amico di Hiromi ci condusse con la sua auto in questa meraviglia, una casa enorme circondata da cancello in legno, giardino di fronte all'entrata, due cortili interni, uno in stile giapponese e uno occidentale. Le ampie stanze erano divise da shōji, grandi travi in legno sostenevano i tetti sfasati e ovunque il personale lavorava per tenere tutto in ordine e pulito. Giacomo aveva una scena da girare, una davvero spassosa, che coinvolse anche il simpatico giardiniere.
La terza tappa invece era il Kyōto Studio Park Eigamura. Con un salto temporale ci trovammo all'interno di un villaggio di epoca Edo, con il suo quartiere di piacere, cortigiane e geisha in costumi tradizionali, samurai, case in vecchio stile, negozi d'epoca, teatri e location per film storici. La Toei Kyōto Studio è infatti specializzata in drama e serie storiche. La incontrammo uno dei capi Toei, il Sig. Kameoka Masato. Discutemmo con lui all'interno di uno degli uffici, bevendo the, Hiromi traduceva per Giacomo e gli altri. Raggiunsero un accordo che permise loro di scegliere due attori della Toei e filmare delle scene all'interno del villaggio. Cosa che avremmo fatto due giorni dopo. Poi condusse me e Giacomo in uno studio specializzato in costumi d'epoca, dove in 5 secondi ci avrebbero vestiti da Principessa e Samurai per la tipica foto di rito. Fu una delle tante cortesie che dimostrò per noi quel giorno.
Prima di partire, al teatro del villaggio, assistemmo ad una simpatica scena recitata, dove un attore ricreava il personaggio del venditore ambulante dell'epoca con suo miracoloso olio di rana, capace di sanare qualsiasi ferita. Era un attore davvero bravo, con buona mimica facciale e coinvolse un'ignara e impaurita donna del pubbico, per dimostrare, katana alla mano, l'efficacia del suo unguento.
In tarda serata decidemmo che era tempo di shopping! Così andammo in centro dove girammo anche qualche scena. Shinkyogoku o Kiyamachi, strade commerciali al coperto stracolme di negozi aspettavano solo noi! Comperai qualche rivista per i miei amici in Italia e regali vari, avevo un foglio pieno di commissioni! Poi per me scelsi un dizionario elettronico che cercavo da tempo.
Era venerdì e le strade erano affollate, giovani ragazze alla moda e ragazzi, lavoratori, studenti, signore anziane in kimono.. Rimanemmo tutti a bocca aperta nel vedere che le ragazze sotto le loro gonne corte non portavano calze di nylon, e dire che era freddissimo!!
Fuori da un negozio che vendeva kimono e accessori vari, girammo ancora per qualche ora ma alle 20 la fame si fece sentire. I giapponesi sono soliti cenare alle 18.30, ma non era certo il nostro caso, noi mangiavamo davvero quando capitava! Così alle 21 tornammo in albergo e ordinammo un piatto di soba fumante, il ristorante a quell'ora era gia' deserto!

2 Dicembre

Il tempio Fushimi Inari è dedicato al il dio del riso, del quale le volpi sono messaggere. In questo grande complesso il rosso prevale su tutto. La visone è spettacolare, con i suoi 2 km e oltre di percorsi totalmente coperti dai tipici portali rossi (tori). Visitammo il tempio in mattinata per girarvi alcune scene. Il tempo era bello ma freddo, come al solito. Non avevamo il tempo di girarlo tutto nè di raggiungere la vetta del monte Inari, ma camminammo all'interno dei portali per un pò per le nostre riprese. Trascorremmo in questo bellissimo posto l'intera mattinata. Ogni tanto i tori si interrompevano, lasciando spiragli aperti su un laghetto, un ponte o su qualche santuario in pietra dedicato alla volpe sacra. Acquistammo omamori (talismani) e ognuno di noi si fece personalizzare un tori in miniatura, dove una simpatica signora, che ci mostrò anche le sue bellissime maschere in legno da lei intagliate, scrisse a turno i nostri desideri sui piccoli portali rossi e sfregando due pietre focaie, allontanò da essi gli spiriti maligni (io espressi il desiderio di laurearmi presto!).
Le strade che conducevano al tempio erano cosparse da piccole bancarelle che vendevano cibo fresco o cotto, souvenirs come manekineko (i gatti portafortuna), statuette di volpe o altri animali di buon auspicio, abiti, borsette ed ogni sorta di accessorio. Questa zona era talmente tipica e antica che potevi trovare tranquillamente qualche monaco lungo la via totalmente assorto nelle sue preghere.
Nel pomeriggio i ragazzi andarono in stazione a prendere Cindy (C-chan) quel pomeriggio, non vedevo l'ora di incontrarla, non ci conoscevamo molto bene avendo avuto solo contatti tramite internet, così come spesso accade per molte persone nel mondo del cosplay. E' una ragazza tedesca brillante e coraggiosa che si è traserita in Giappone un anno fa e lavora ora come insegnante di inglese e tedesco, e persino come fotomodella. E' minuta e molto graziosa. Siamo andate subito d'accordo sebbene avessimo pochissimi giorni per stare insieme.
Il programma prevedeva la scena dentro il villaggio Toei, una scena in cui la principessa Hitomi veniva rapita e Yago, lo shinsengumi, avrebbe cercato di salvarla dalle grinfie di due loschi samurai (due attori Toei).
Ci divertimmo un sacco a girarla, purtroppo non ho foto di quel momento ma troverete di sicuro qualcosa nel backstage del sito ufficiale, visto che Andrea ha fatto un sacco di scatti durante le riprese!
Mi ci è voluta più di un'ora per vestirmi e truccarmi da principessa Edo, le ragazze addette al trucco erano davvero veloci e professionali, ma la grande parrucca nera era davvero una tortura da tenere in testa!!! +_+
Girammo lungo le strade del villaggio, faceva freddissimo; e non appena terminato fui davvero felice di tornare nei miei caldi abiti. Però occorreva girare altre scene, così lo staff si spostò all'interno degli uffici Toei e usammo una stanza per una scena in cui Tsuyoshi (il mio pretendente nel trailer) cercava in continuazione di farmi dei regali.
Tsuyoshi kun e Hiroko san sono i due bravi attori scelti tra il cast Toei che si unirono al nostro gruppo, come parte attiva del trailer.
Alla fine uscimmo per rilassarci un pò, fermandoci in un caldo caffè a Shinkyogoku, una delle strade commerciali del centro.
Poi tornammo all'hotel, Cindy avrebbe alloggiato con noi in albergo.
3 Dicembre
Nella mattina partimmo per visitare il Sanzen in, un tempio dove in origine vivevano fratelli e sorelle dell'Imperatore, eretto attorno al 1100, famoso per i suoi giardini. Fuori e dentro l'edificio, tutto era fin troppo perfetto da sembrare irreale: dipinti antichissimi, bellissimi shōji, i giardini curati e i due alberi sacri, travi in legno decorate, ruscelli con carpe giganti, aceri scarlatti... Ogni particolare sembrava rimasto immutato per anni.
Nel pomeriggio invece visitammo un altro tempio minore della città e vi girammo qualche scena. La monaca era gentilissima e davvero dolce, aveva abbracciato la dottrina buddhista cinque anni prima ed ora faceva capo a quel tempio. Mentre Cosimo, Andrea e Giacomo giravano all'esterno, ci invitò dentro, a sederci sul tatami riscaldato e ci offrì delle mele e the verde caldo, perfetto per il freddo che imperversava fuori!
La sera invece lavorammo un club del centro. Il nostro contatto Jun, il giovane cantante e chitarrista della rock band "The Lookbacks", ci aspettava all'incrocio dell'area commerciale. Aveva trovato per noi questo club che potevamo usare per le nostre scene. Girammo assieme ai tre ragazzi del gruppo: Jun, Hiroki e Tsukuru, ma erano presenti anche Tsuyoshi e Hiroko della Toei e C-chan.
Più tardi ci trasferimmo al Jumbo Karaoke, non lontano da li. Con noi c'era anche la graziosa nipote di Hiromi, Mayu, che recitò con noi qualche scena.
4 Dicembre
Il nostro viaggio stava per giungere al termine, ma non il nostro lavoro, non ancora almeno! La mattina ci svegliammo tutti presto per preparare una stanza dell'hotel come set per una scena che coinvolgeva C-chan e Giacomo. Poi ci spostammo all'Università di Arte e Design di Kyōto. Nella storia è qui che io studio e quel giorno girammo con C-chan (che nel trailer è la mia migliore amica) ma coinvolgemmo anche alcuni studenti, in particolare la dolce Akane, una ragazza dei neri capelli ricci che conoscemmo al momento e che accettò con alcuni amici un ruolo all'interno della scena.
Ma fuori dal lavoro ci fu permesso di assistere ad una lezione di Taiko (chi conosce il gioco "Taiko Drum Master" o "Taiko no tatsujin"?? Ebbene io amo quel gioco, ma credetemi, vedere questi tamburi dal vivo, è impressionante!!). Prima gli studenti fecero pratica per un'oretta circa, poi i due insegnanti suonarono in nostro onore un pezzo per alcuni minuti. Erano così energici, coinvolgenti e potenti! La musica dei taiko e il loro ritmo sono spettacolari, come riuscissero a penetrare direttamente l'anima! Adoro troppo questi strumenti!
Quando tornammo indietro erano circa le 17. Cindy doveva tornare a Nagoya e Giacomo e Andrea la accompagnarono in stazione. Io la salutai davanti all'università. Mi dispiaceva se ne dovesse andare cosi' presto, avevo apprezzato tanto la sua compagnia e la complicità che si era creata!
Poi con Cosimo presi un taxi e decidemmo di andare in centro e fare qualche acquisto (non avevamo avuto molto tempo da quando eravamo arrivati e avevamo ancora troppe commissioni da fare!). Ci rimaneva un'ora prima dell'incontro con gli altri. Alle 19 raggiungemmo quindi il ristorante giapponese dove ci aspettavano gli altri, assieme a Tsuyoshi, Hiroko e Mayu. Ma a parte loro, aspettavo anche qualcun'altro. Giorni prima avevo contattato Ed, il nostro interprete durante il World Cosplay Summit del 2004 con cui ero rimasta in contatto per anni, quella sera sarebbe arrivato a Kyōto per passare un pò di tempo con noi. Mi faceva davvero piacere rivederlo, ma non sapevo che avrebbe impiegato 3 ore per arrivare da Nagoya. Povero, mi dispiacque un sacco avergli fatto fare un viaggio simile.
Intanto avevamo organizzato un piccolo party per festeggiare la nostra ultima serata in Giappone e soprattutto, la fine delle riprese. Prima cenammo con okonomiyaki e altri buonissimi piatti. I nostri amici dell'Eigamura ci regalarono delle cose davvero carine, a me dei calzettini rosa da principessa, ad Andrea lo stemma dello Shogun Mitsukuni Mito, a Cosimo la fascia da shinsengumi e a Giacomo una miniatura per il cellulare del suo personaggio interpretato al villaggio! ^^
Al Jumbo Karaoke, finalmente ci raggiunse anche Ed. Prenotammo una stanza grande e coloratissima, trascorrendo alcune ore cantando e ridendo. Bevemmo parecchio, ma nulla era veramente alcolico (è impossibile ubriacarsi con i cocktails giapponesi!). L'atmosfera era rilassata, senza pensieri di lavoro o scene da girare.
5 Dicembre
In soli sei giorni avevamo visto così tanti posti ed avevamo avuto così tante opportunità e soddisfazioni. E per la maggior parte di tutto ciò che eravamo riusciti ad ottenere dovevamo ringraziare Hiromi e tutte le persone con cui era in contatto. E' una donna davvero forte, paziente e determinata!
E poi c'erano i ragazzi dello staff, in costante movimento, capaci di risolvere ogni problema e adattarsi velocemente, senza andare in panico, ad ogni cambio di scena, quando le cose non seguivano i piani decisi, sempre pronti ad un sorriso quando mi assaliva lo stress.
C'erano gli attori e amici che si sono uniti alla banda durante la nostra avventura, sempre disponibili e calmi anche quando le scene duravano ore.
C'erano tutte le persone gentili incontrate nei templi, scuole, università, aeroporto, villaggio Eigamura, che ci hanno permesso di girare ovunque, comprendendo le nostre necessità.
C'era Kyōto con i suoi colori, la sua gente, i negozi e la sua vita.
Per tutte queste ragioni fu difficile partire quella mattina. Un pezzo di noi almeno sarebbe voluto rimanere la; e i nostri visi lo mostravano chiaramente.
Ma era tempo di andare, e così prima da Kyōto a Ōsaka, poi da Ōsaka a Francoforte e di nuovo in Italia, per un volo di 14 ore, ebbe fine il nostro viaggio, con il forte desiderio di tornare il prima possibile!
Vostra Hitomi sama
   Un grazie a:
Giacomo e Andrea, per aver creato questo progetto e aver lavorato duramente per realizzarlo, senza di loro non sarei potuta essere la.
Il nostro panda Cosimo, nonchè grande cameramen e direttore, per esser sempre riuscito a mettermi a mio agio in ogni ripresa.
Questi tre ragazzi, che furono la mia divertente combriccola durante il viaggio.
Hiromi per il suo insuperabile savoir-faire; per essere stata la mia banca cambia valuta all'occorrenza e per avermi sopportato per tre notti in stanza d'albergo!
Cindy per la sua dolcezza ed amicizia e per le mie parigine che si è portata dietro a Nagoya! :D Spero davvero di incontrarla ancora!
Tutti i collaboratori e amici giaponesi: Tsuyoshi, Hiroko, Mayu, Jun, Hiroki, Tsukuru, la dolce monaca, Yamamoto san, Akane e chiunque ci abbia aiutato.
Il Sig. Kameoka e tutti gli attori Toei.
Cri per aver capito quanto tutto questo fosse importante per me.
Ed per aver subito un viaggio massacrante per venirmi a trovare.
Tutti i lettori che sono arrivati a leggere fin qui, per aver sopportato ancora una volta i miei papiri.
Kyōto, infine, per essere semplicemente Kyōto.
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